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Lincemiope ha pubblicato su Lomb.it 634 articoli tra il 16/03/2005 ed il 16/02/2011.

 
L'articolo
Questo articolo è stato scritto il 24/11/2010 e fa parte della sezione lomb.it.

 
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possiamo farne uno tra di noi?
io sono la Madonna sia chiaro... non è scritto da nessuna parte quanti anni aveva :)
 
Commenti

  1. 06 dicembre 2010

    Allora sotto la crosta di ghiaccio... nuova specie, il "Paperus anphibius sicula var. jenuensis"...

  2. 07 dicembre 2010

    Comunque l’asino ed il bue hanno ha un ruolo ben preciso nel presepio. Seppure siano citati solo nei Vangeli apocrifi (… il terzo giorno dopo la nascita del Signore, Maria uscì dalla grotta ed entrò in una stalla: mise il bimbo nella mangiatoia e il bue e l’asino l’adorarono. Così si adempì ciò che era stato preannunciato dal profeta Isaia, che aveva detto:” Il bue ha riconosciuto il suo proprietario e l’asino la greppia del suo padrone.” E così si adempì ciò che era stato preannunziato dal profeta Abacuc, che aveva detto: “ Ti farai conoscere in mezzo a due animali””…). Nella tradizione presepiale, il bue simboleggia l’umiltà, la calma, la mansuetudine, la tranquillità e la forza nel lavoro mentre l’asino, presso gli antichi, era la cavalcatura dei saggi, dei potenti e degli immortali, ed è simbolo di conoscenza e simboleggia la costanza, la pazienza e la pace.

  3. 08 dicembre 2010

    a proposito di sacralità e animalezze ..... linciotta, ricordo che a genova ci sono diverse statuette di un santo con una percora .... è il patrono di genova ? chi è ?

  4. 08 dicembre 2010

    Credo sia la statuetta del Gelindo, raffigurata a volte come pastore con la pecora tenuta sul collo; è una statua fondamentale nella composizione presepistica.

  5. 08 dicembre 2010

    ma ke kakkio di pecora.. noi abbiamo il drago.. pecora.. ma senti un po'!!! san giorgio ed ecco la leggenda (con pecora) Già all’epoca delle crociate, in tutta l’area del Mediterraneo, si era diffusa l’immagine del santo in lotta contro il drago, narrata nelle passiones di san Giorgio dal IX secolo, racconti che facilmente traevano spunti dai racconti mitologici e folcloristici per esaltare le prodezze dei santi. Fu forse una falsa interpretazione di un’immagine dell’imperatore Costantino a Costantinopoli, descritto da Eusebio come vincitore di un drago (cioè il nemico del genere umano), oppure la suggestione provocata da una raffigurazione del dio egizio Horus, il purificatore del Nilo raffigurato come cavaliere dalla testa di falco, in uniforme romana, in atto di trafiggere un coccodrillo (simbolo delle energie distruttrici del cosmo) tra le zampe del cavallo, che suggerirono storia e iconografia del “Il miracolo sul drago”, detto anche “San Giorgio in lotta contro il drago”, raccontata anch’essa nella Legenda aurea di Jacopo da Voragine. In quest’episodio - che per taluni evoca il mito di Perseo e Andromeda, mentre per altri simboleggia l’eterna lotta fra il bene e il male - si narra che a Silene, città della Libia, viveva in un lago un drago mostruoso che a volte giungeva fino in città dove con il suo fiato avvelenava chiunque gli capitasse a tiro. Gli abitanti, impauriti, placavano la sua fame dandogli ogni giorno due pecore, ma presto il numero delle pecore diminuì. Interpellato, l'oracolo disse di offrire al drago una pecora e un essere umano, scelto con un sorteggio. Quando venne la volta della principessa Elissava (in italiano, Margherita o Cleodolinda), il re tentò di riscattarla offrendo tutto il proprio patrimonio e metà del regno, ma il popolo rispose: “I nostri figli sono morti e tu vorresti salvare tua figlia? Se non lo permetterai bruceremo te e la tua casa”. Elissava, in lacrime, fu portata sulla sponda del lago in attesa del proprio destino. Proprio in quel momento sopraggiunse Giorgio che consolò la ragazza e le promise aiuto. Di lì a poco, il drago emerse tra fuoco e vapori pestiferi, ma Giorgio si affidò a Dio e si avventò sul drago ferendolo profondamente con la lancia. Il drago cadde a terra e Giorgio disse a Elissava: “Avvolgi la tua cintura al collo del drago”, lei obbedì e il drago cominciò a seguirla mansueto come un cagnolino. Vedendoli arrivare, il popolo si atterrì ma Giorgio li rincuorò: “Non temete, il Signore mi ha permesso di liberarvi da questo mostro. Credete in Cristo ed io ucciderò il vostro persecutore”. Felice, il re donò al salvatore immensi tesori, ma Giorgio li distribuì ai poveri e, dopo aver battezzato tutti gli abitanti della città, riprese il cammino. L’immagine del cavaliere vincitore è tipica del Medioevo; tuttavia, Giorgio non restò solamente il santo dell'aristocrazia e della cavalleria (di cui divenne patrono), ma entrò a far parte della cultura popolare, che nelle rappresentazioni religiose teatrali rappresentava spesso l'uccisione del drago. Inoltre, Giorgio era ed è considerato il protettore dei lavori dei campi, dei cavalli, dei pastori e dei contadini (il nome Giorgio deriva dal greco georgos che significa agricoltore). Non è quindi un caso che la sua festa principale sia stata fissata il 23 aprile, in un periodo in cui ci celebravano le feste primaverili pagane. Nel giorno della sua festa, per esempio, sulle Alpi si conduceva per la prima volta il bestiame al pascolo. In questo giorno, inoltre, san Giorgio faceva sì che il terreno si spaccasse in modo che i serpenti, rimasti nascosti durante l'inverno, potessero tornare in superficie: una tradizione che, unita al leggendario combattimento contro il drago, determinò il fatto che il santo fosse invocato in caso di morsicature di serpente. Tuttavia, i modi del suo martirio lo rese, agli occhi del popolo, il santo "esperto" di quasi tutte le sofferenze, i dolori e i disturbi, invocato contro le infiammazioni febbrili, l'epilessia, la peste e la lebbra. Nei paesi slavi era chiamato anche contro le streghe

  6. 09 dicembre 2010

    Bene, un pò di storia non guasta mai! Ebbrava Linciotta!

  7. 09 dicembre 2010

    sono sicuro che era una pecora !

  8. 09 dicembre 2010

    Che meraviglia!! Due o tre cose.... perché un dio egizio come Horus aveva l'uniforme romana? .. Jacopone da Voragine, un nome da paura!! .. perché Giorgio è considerato il protettore dei pastori e dei contadini? Mago, tu ne eri a conoscenza??

  9. 09 dicembre 2010

    Credo solo per i contadini liguri: da noi esiste S.Silvestro, patrono dei bovari ( nella chiesetta di S.Clemente, vicino alla cascina, c'è un affresco del XIV secolo che lo raffigura e dagli archivi parrocchiali si sa che è stato fatto dipingere proprio dalla congrega dei bovari per riconoscenza e che tutti gli anni, al 31 dicembre, pagavano un eremita perchè dicesse messa) e S.Antonio, quello che ancora adesso festeggiamo in gennaio.

  10. 09 dicembre 2010

    già strano che il patrono di genova sia il santo protettore dei contadini ...

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