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L'Autore
Massimo71 ha pubblicato su Lomb.it 1016 articoli tra il 18/07/2003 ed il 25/07/2014.

 
L'articolo
Questo articolo è stato scritto il 01/08/2006 e fa parte della sezione lomb.it.

 
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Commenti

  1. 10 gennaio 2011

    faidate!!!

  2. 11 gennaio 2011

    c'e sempre Federica la mano amica ...

  3. 27 luglio 2011

    I'm out of leuage here. Too much brain power on display!

  4. 18 settembre 2011

    Il cuore di Paolo batteva all'impazzata. Il sudore freddo, come un cerchio gelido, velocemente s'impadroniva della sua fronte e delle sue mani che, ormai, faticavano a stringere il volante. Quel tremore era stato immediatamente notato da Laura, la moglie. - non stai bene Paolo? sei così pallido sai? - No no niente è il caldo .. e questo maledetto traffico. 'Sti semafori durano un'ora ..guarda che casino. Paolo, nell'ascoltare il suo balbettare pregò in silenzio. Pregò affinché nessuno di quelli che sedevano con lui in auto si accorgesse di quella orrenda scarpa bianca che faceva capolino da sotto il sedile di guida. Era un bel sabato pomeriggio ed i coniugi, come consuetudine, si recavano all'ipermercato SUPERSLAM con suocera e figli al seguito. Paolo odiava i sabato pomeriggio. In verità odiava anche la suocera e la moglie. Una vita normale la sua. Quarantasei anni, leggermente appesantito, un lavoro tranquillo. Le follie giovanili ormai archiviate in un'ordinata quotidianità che, pian piano, lo aveva rincretinito ben più della roba che fumava quando era all'Università. La madre di Laura era felice. Adorava i sabato pomeriggio. - Oggi fa proprio caldo, guarda che Francesco è tutto sudato e che quando scendiamo si prende un malanno perché lì dentro c'è l'aria condizionata che la tengono sempre alta. Paolo bestemmiava tra sé e con ogni possibile sforzo di immaginazione cercava argomenti per attirare l'attenzione di tutti i membri della famigliuola verso l'esterno. Il suo obiettivo era preciso e irrimandabile: recuperare l'inequivocabile prova dei suoi misfatti notturni e liberarsene immediatamente. - Avete viso il nuovo cartellone pubblicitario della Nike, in cima al palazzo. Era un pessimo attore. Balbettava. - Chissà quanti soldi hanno speso. La mano intanto si dirigeva, lui indifferente, a frugare sotto il sedile. - La notte è tutto illuminato Una frenataccia interrompe la sua operazione. Freno, frizione cambio. - Cosa ne pensi Laura se la prossima macchina ce la prendiamo con il cambio automatico? Riparte, la ricerca continua. Paolo riesce a spostare ed occultare la scarpa sul lato sinistro del pianale. E' quasi fatta. - ... Francè celo prendiamo il gelato quando arriviamo? - Tutti i vizi gli dai a sto' ragazzino. La suocera era maestra ne parlare al solo scopo di fare un po' di aria, per questo luii l'odiava, ma adesso andava bene così. Era giunto il momento cruciale. La mano sinistra impugna saldamente quell'orribile tacco bianco. Il finestrino è abbassato. Paolo fa un profondo respiro. - ...guardate se c'è un parcheggio a destra, prima dell'ingresso, che è più comodo. Tutti guardano fuori. Paolo trema, controlla la direzione dello sguardo di Laura, poi della suocera e dei bambini, poi di nuovo guarda Laura e .........VIA! La scarpa bianca finto-pelle con quell'orrenda zeppa e quei laccetti ancora più osceni era definitivamente scomparsa abbandonata tra milioni di pneumatici e marmitte, incroci e semafori. Quella scarpa bianca al centro di una strada in città non aveva senso per nessuno. Tranne che per Paolo il quale, ormai rasserenato, già sorrideva. Per fortuna c'era riuscito. Non avrebbe mai potuto giustificare alla moglie la presenza di una scarpa femminile ( oddio ....si fa presto a dire femminile - pensò -) nella sua auto. La sera prima Paolo l'aveva fatta grossa, e lui certe situazioni non le sapeva gestire. Non era abituato. Durante la cena con i colleghi di lavoro non si era fatto altro che bere e parlare di donne. Soprattutto bere. Paolo a notte fonda rientrava verso casa ripensando disordinatamente ai discorsi fatti e, soprattutto, a Erika la ragazza di colore che da qualche mese lavorava nel suo settore. Era stato l'oggetto principale delle loro discussioni. Meglio: il culo di Erika era stato l'oggetto principale dei loro commenti. Guidando nella notte, ed in stato di ebbrezza, il ritorno gli si prospettava come una via crucis. I pensieri si accavallavano disordinatamente tra i lampioni ed il cruscotto: Erika, cazzo se è bella, con quel portamento da gazzella, però accidenti peccato che è negra, certo lei è diversa, piace a tutti, ti immagini la famiglia, tutti neri. Perché non se ne stanno a casa loro…così diversi ..stupidi .. ignoranti e pure delinquenti, che cazzo ci vengono a fare in Italia che non c'è lavoro neanche per noi . .. e poi spacciano, ti saltano addosso ai semafori. .. .. e poi puzzano. Erika però era diversa … .. mi sembra di sentire il suo profumo.. .forse perché .. non è tanto nera. Rimane il fatto - pensò infine - che ha un culo che parla tutte le lingua del mondo. Erika detestava Paolo e non perdeva occasione per dimostrarlo. - Tanto di negre con trentamilalire te ne porti quante ti pare e piace .. .. e pure più bone di Erika!--- aveva detto Roger durante la cena. Queste parole riaffioravano tra fumi e stanchezza alla mente di Paolo. - Cazzo .. ha ragione Roger però ..io a puttane non ci sono mai andato.. e con le nere.. figurati! Perso tra i suoi pensieri non si era accorto che la periferia lo guardava. Le puttane erano lì, in fila, seminude. Un trionfo di tette e culi neri ai confini della Città. Solitudine? Alcool? voglia di trasgressione? di vedere se ci riusciva? Chissà. Paolo non capiva che quello era uno spettacolo della miseria umana e che lui stava per parteciparvi con il ruolo di protagonista. L'auto procede piano sfiorando il marciapiede, poi si arresta. - quanto vuoi? - Cinquanta bocca e scopare - Ma un mio amico dice che ne bastano trenta! - Trenta solo bocca. - Vabbè ciao Paolo finge di ripartire e la donna insiste. - Venti solo bocca quaranta scopare - E il culo me lo dai? - Beh . . . Certo! La donna entra in auto e toglie subito le scarpe. Sono scarpe assurde con una zeppa sproporzionata che il bianco esalta ancora di più. Paolo le nota immediatamente, nota il piede grande. Lei è alta. E' tanta! Anche le altre prostitute hanno le medesime scarpe - mi sa che le comprano tutte nello stesso posto - pensò Paolo guidando. La guardò bene approfittando della luce dei lampioni. I seni grandi e perfetti mettevano a dura prova la tenuta del reggiseno un po' liso. La prostituta indica la strada a gesti e, con la mano libera, incomincia a toccare Paolo tra le gambe. Paolo è agitato, le mani sudano, non sa che dire. Il profumo della donna lo disturba, gli ricorda la corsia dei detersivi di un supermercato. Il suo cazzo però reagisce. Si fermano in una stradina. Lei ha in mano il coso duro di Paolo e lo muove lentamente attraverso la patta. - I soldi - Dai te li do dopo. - I soldi ...ora. Paolo slaccia completamente i pantaloni infila una mano in tasca e consegna i soldi alla donna. Lei li infila in borsa estrae un profilattico e, abilissima, lo srotola sul cazzo duro. Un pompino col preservativo. Paolo non lo credeva possibile mentre guardava la ragazza che si spingeva il cazzo fino in gola e poi si fermava e risaliva stringendo forte le labbra. Brava però. Però che schifo. Paolo aveva fretta, era a disagio. Temeva di essere visto. Voleva solo prenderle il culo e andarsene. Incominciò a toccarle i seni mentre lei continuava a spompinarlo. Iniziò a spogliarla, in auto è tutto più difficile, e Paolo temette per un attimo di perdere l'erezione. Linda, così le ha detto di chiamarsi, ha il ventre piatto e muscoloso e, dovunque la tocchi Paolo ha la sensazione del marmo caldo. La gira. Ha un culo tondo e sporgente nel quale lo sguardo e le mani di Paolo si perdono così come il sottile filo del perizoma tra quelle chiappe sode. Il perizoma scende lungo le cosce. Paolo la prende dai fianchi, lei con la mano che passa tra le gambe, gli impugna il cazzo e lo conduce nella giusta direzione. Paolo, che con le mani ora allarga le natiche della donna, entra lentamente in quel culo unto. Paolo spinge agilmente il suo cazzo su e giù per il buco ormai allargato. La schiena della ragazza è arcuata e Paolo, per quanto il buio lo consente, si gode lo spettacolo. La mano di lei racchiude la figa tra le dita, lui l'accarezza, le tira piano i capelli, le prende i fianchi li stringe. Le sue mani vanno dappertutto, le accarezza il ventre e scende più giù. Vuole toccarle la figa e sentire la clitoride dura tra le sue dita. - Cazzo! Cazzo sei un uomo! Quella eccitazione malata che fino ad un attimo prima lo pervadeva era svanita in un lampo, scalzata dalla orribile sensazione che gli aveva procurato lo stingere tra la mano il cazzo di quella "donna". - Cazzo! Merda! Bastardo! Un travestito! Porca puttana! Paolo continuava ad urlare come impazzito. Saltava sulle ginocchia come un'indemoniato. - Linda ... un travestito ... negro .. .. che idiota ...ma vaffanculo! Era in preda ad un raptus. LUI aveva impugnato il cazzo di un nero! Aprì lo sportello dell'auto e scaraventò il travestito seminudo fuori dell'auto a rotolare sulla ghiaia . Richiuse lo sportello accese l'auto e ripartì. Guidando raccattava i vestiti del travestito e, man mano che li trovava sparsi sui sedili dell'auto, li lanciava fuori dal finestrino. Voleva liberarsi subito di ogni oggetto che gli ricordasse l'orribile esperienza. - C'è un posto, lì, a fianco a quel furgone! La voce di Laura riportò Paolo alla realtà del Supermercato. E' sabato pomeriggio e tutto va bene. Una brutta avventura. Solo una brutta avventura - pensò- e sarà solo un brutto ricordo ora che sono riuscito a liberarmi di quella scarpa da puttana. Nessuno potrà mai sospettare nulla. Paolo parcheggiò alla svelta, Laura prese un carrello e vi mise dentro il ragazzino. La suocera, aria smarrita ed interrogativa, indugiava. Non voleva scendere dall'auto. Si guardò attorno più e più volte. Rovista sotto i sedili. Paolo, impaziente e sorridente le andò incontro. - Bruna andiamo, dai, si fa tardi cosa c'è che non va? - Mah non capisco non so proprio cos'è successo. Quando siamo saliti mi sono tolta le scarpe nuove che mi facevano male i piedi . Le ho messe sotto al tuo sedile . . . quando hai frenato una ti è capitata tra i piedi. L'ho vista.! . . . ma ora non c'è più . . . . ne trovo solo una! - Guarda . . . guarda più meglio, hem, cioè bene . . . he, hi. . Il viso di Paolo trasfigurava dal rosso ad un bel "verdefiguradimerda". - Che strano! Eh . . . . ma sei sicura che sei venuta con tutte e due? No cioè . . . . volevo dire . . . com'era ? Bianca con la zeppa alta? . . . ma che numero porti cazzo! No!, cioè, scusa . . . . . . . non volevo . . ma . . . ma . . .ma non è possibile . . . .

  5. m71
    m71
    18 settembre 2011

    ma porc... questo lo censuro

  6. 19 settembre 2011

    Eilà, abbiamo un grafomane! Carina però...

  7. 19 settembre 2011

    mmmm ... non è originale, l'ho trovato anche qua: www.loovle.it/racconti-erotici/343-scarpe-e-puttane.html

  8. 19 settembre 2011

    Nn ho voglia e tempo di leggerlo; mi fate un "Bignami"???

  9. zed
    zed
    20 settembre 2011

    aha ah ah leggitelo mago, ne vale la pena !!!

  10. bignami x il mag
    bignami x il mag
    23 settembre 2011

    un tipo si fa una trombata da doppia ammonizione ..... poi mentre e' a spasso con la famigliuola accade un imprevisto ....

 
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